INFLAZIONE: GRANDI, INTERVENTO IMMEDIATO CONTRO AUMENTO PREZZI
(AGI) - Roma, 31 mar. - “E’ un problema da non sottovalutare l’inflazione al 3,3%”, lo sottolinea in una nota il sottosegretario all’Economia Alfiero Grandi. Il sottosegretario ricorda come l’inflazione eroda “soprattutto il reddito fisso e in particolare i salari e le pensioni, e quindi, oggi, il problema inflazione e’ tanto piu’ serio in quanto praticamente tutti ammettono che sono questi i redditi che vanno sostenuti e attraverso essi e’ possibile sostenere la domanda interna. Se l’inflazione cresce tutto diventa piu’ difficile e anche piu’ iniquo socialmente. Perche’ l’inflazione e’ una lama che opera una separazione tra chi si puo’ difendere da chi non ci riesce”.
Per questo, secondo Grandi “occorre uscire dalla semplice osservazione della situazione e adottare misure piu’ adeguate. La prima considerazione e’ che le sole liberalizzazioni non hanno risolto il problema. Soprattutto, in alcuni settori, come i derivati dal petrolio, gli elementi speculativi e gli accordi di cartello sono largamente prevalenti, con pesanti effetti sui prezzi, per i consumatori e per il sistema economico e dei trasporti. Quindi, e’ necessario adottare misure piu’ forti e in particolare, in questo momento, occorre contribuire a contenere gli aumenti che piu’ gravano sui cittadini. Bisogna rompere un tabu’ che si e’ rivelato privo di fondamento come il lasciar fare alla concorrenza e al mercato. Questo puo’ servire, ma non basta, e quando non basta occorre altro. I prezzi piu’ sensibili per il potere d’acquisto possono essere rimessi sotto sorveglianza e se non bastasse anche messi sotto controllo, con provvedimenti amministrativi, per un periodo. Puo’ non piacere ma e’ in fondo quanto si sta facendo sugli sfratti con il blocco temporaneo. Per questo occorre avere attenzione anche alle tariffe pubbliche, che potrebbero essere bloccate per qualche tempo, in modo che, insieme alle altre misure, si possa raffreddare l’inflazione. Inoltre, misure come il controllo fiscale sull’aumento dei prezzi dei settori di vendita e di produzione, frutto di speculazione immotivata, potrebbe avere un effetto deterrente su aumenti erratici. In sostanza occorre evitare il si salvi chi puo’, nel quale gli aumenti rispondono alla fuga di singoli e di settori dalla responsabilita’ sociale verso il sistema economico e sociale nazionale. Vale la pena poi di riflettere sul sistema delle autorita’ in questo campo che non riescono a svolgere un compito efficace e il cui ruolo andrebbe ripensato in modo radicale. Sono alcune ipotesi di lavoro a cui possono aggiungersene altre il cui senso e’ evitare la mera contemplazione di quanto sta avvenendo, nella convinzione che, in mancanza di interventi, l’alternativa sarebbe aggravare le sofferenze dei lavoratori, dei pensionati e delle aree piu’ deboli della societa’”. (AGI)
Red/Ant