FECONDAZIONE: LUZZATTO, OK PREVENZIONE DIAGNOSI PREIMPIANTO

(AGI) - Roma, 30 giu. - Favorevole alla ricerca sulle cellule staminali embrionali ma entro protocolli, di volta in volta, vagliati da un Comitato Indipendente, ritiene utile la diagnosi pre-impianto per prevenire una malattia grave oppure il rischio elevato di una malattia seria come il tumore.

A parlare e’ il Direttore Scientifico dell’ITT, l’Istituto Toscano Tumori, il genetista ed ematologo di fama mondiale Lucio Luzzatto, ritornato sei anni fa in Italia dopo lunga ed intensa attivita’ nel Regno Unito e negli Usa presso il ‘Memorial Sloan Kettering Cancer Center’ di New York.

“Non vedo una differenza fondamentale - dice Luzzatto - tra prevenire una malattia o evitare un rischio elevato di eesa: in casi singoli, la diagnosi pre-impianto puo’ permettere di fare l’uno o l’altro. Voglio dire, in sostanza, che per una donna con certe mutazioni del gene BRCA-1 il rischio di tumore al seno e’ molto piu’ alto: 5-10 volte rispetto al rischio medio”.

Insomma, impiantare come e’ stato fatto in Inghilterra un embrione che non ha tale mutazione del gene BRCA-1, non rende immuni dalla malattia? “Non si previene del tutto il tumore del seno - risponde - ma senza quella mutazione il rischio scende al livello della popolazione in generale: in Inghilterra cioe’ scende da circa l’85 a circa il 12. La diagnosi pre-impianto e’ disponibile da tempo - aggiunge Luzzatto - per prevenire malattie ereditarie come la talassemia: da noi la legge 40 ne aveva vietato l’uso mentre questo risulta invece ammissibile in base alle linee-guida di recente varate dall’ex-Ministro Turco. Sebbene stupito che le linee-guida potessero capovolgere la legge 40, ma la materia non e’ di mia competenza, ho considerato questa linea-guida un passo in avanti”.

Grazie alla fecondazione in vitro, dunque, la coppia anche se fertile ha la possibilita’ di avere un figlio sano mediante l’impianto di embrioni sani.

“Io credo sia giusto e corretto offrire la possibilita’ sia della diagnosi pre-impianto che della diagnosi pre-natale a chi vuole coglierla - osserva Luzzatto - per cui si avranno coppie che usano tali diagnosi e coppie che invece le declinano. In altre parole, io sono favorevole alla possibilita’: la scelta se fare o no uso di tale possibilita’ spetta alla coppia, mentre a noi spetta informarli e sostenerli nelle loro scelte”.

Domani a Roma i ricercatori italiani sulle cellule staminali embrionali, riuniti nello Ies, presentano all’opinione pubblica lo stato delle ricerche, come la scoperta della possibilita’ di riprogrammare cellule adulte somatiche umane rendendole simili alle embrionali e pluripotenti, mediante l’espressione di geni tipici delle cellule embrionali staminali e chiedono al Governo di finanziare questa linea di ricerca.

“Sono favorevole alla ricerca sulle embrionali - chiarisce il genetista ed amatologo - entro protocolli che di volta in volta siano vagliati ed approvati da un Comitato Indipendente”.

Nel 2006, i ricercatori hanno scritto una letetra aperta al Capo del Governo Romano Prodi in cui sottolineavano l’importanza delle loro ricerche richiedendo sostegno. Nel 2007, hanno poi presentato un Manifesto per esporre le ragioni del loro impegno in questo campo: oggi hanno scelto la discussione pubblica.

“Sono convinto che queste ricerche sono di grande rilevante importanza. Talvolta si dice in modo troppo vago che con le staminali si curano - nota Luzzatto - ogni sorta di malattie genetiche degenerative e tumori: non sappiamo ancora quando ed in quali casi ci riusciremo, ma va detto con chiarezza che le cellule staminali embrionali non sono equivalenti a quelle adulte. Percioo’ - conclude Luzzatto - la ricerca e’ utile e se correttamente condotta non lede alcuna persona”. (AGI)

Pat