LIBANO: COOPERAZIONE, TAVOLO DI CONFRONTO CIVILE-MILITARE
(AGI) - Beirut, 29 gen. - E’ stata firmata nella sede dell’Ambasciata d’Italia a Beirut un’intesa per la costituzione del ‘Tavolo di confronto e coordinamento civile-militare italiano in Libano in materia di cooperazione”. La sigla dell’intesa ha riunito i diversi attori italiani, civili e militari impegnati in attivita’ di assistenza alla popolazione: l’Ambasciata d’Italia, la Cooperazione, le ong e i Comandi dei contingenti militari italiani in Unifil a Naqoura e Tibnine. Il tavolo definira’ i meccanismi di coordinamento tra la cooperazione civile e quella militare nell’area a sud del fiume Litani, dove e’ dispiegata la missione di pace.
La ‘piattaforma Medio Oriente’ dell’Associazione ong italiane ha considerato “lodevole” lo sforzo che ha visto coinvolti in Libano, in un positivo lavoro di sistema, le ong, la cooperazione, i militari e l’Ambasciata. Riferimento per le ong sono i principi umanitari contenuti nel ‘Codice di Condotta del Movimento della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa e delle ong’. Il protocollo d’intesa rappresenta inoltre un impegno che le organizzazioni della piattaforma assumono -si legge in una nota- “per giungere, ogniqualvolta possibile, a un’effettiva collaborazione tra le componenti civili e quella militare nelle attivita’ di assistenza e ricostruzione in Libano”. L’obiettivo e’ anche quello di “elaborare e definire le linee guida per il coordinamento civile-militare sulla cooperazione allo sviluppo e l’assistenza alle popolazioni e istituzioni libanesi, facendo tesoro dell’esperienza e delle problematicita’ emerse”.
Le ong ritengono che “solo dopo aver fatto tesoro di quanto elaborato in Libano e dopo aver valutato altri contesti di Peace keeping con presenza italiana possano essere definite in un prossimo futuro linee guida piu’ generali per una cooperazione di qualita’ ed efficacia che valorizzi, ove si presentino le condizioni, le possibili sinergie tra le componenti civili e quella militare”.
Con oltre 2.400 soldati, l’Italia e’ il primo contributore della missione Unifil, dispiegata nel sud del Libano con la risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza Onu. Venti sono le organizzazioni non governative italiane attive su tutto il territorio con programmi di emergenza e cooperazione a supporto della popolazione, della societa’ civile e delle istituzioni locali libanesi. Superano i 200 milioni di euro gli interventi di cooperazione in corso finanziati dalla Farnesina nel Paese dei Cedri e realizzati sotto il complessivo coordinamento dell’Ambasciata d’Italia a Beirut, in stretto raccordo con le autorita’ libanesi, centrali e locali, le agenzie Onu, la societa’ civile e la cooperazione decentrata. (AGI)
Red/Gav