PATENTE SOSPESA PERCHE’ GAY: CHIESTO RISARCIMENTO DA MEZZO MLN

(AGI) - Palermo, 30 gen. - Danilo Giuffrida, il giovane 27enne di Catania, al quale era stata sospesa la patente per un presunto “disturbo dell’identita’ sessuale” dopo che aveva rivelato alla visita di leva di essere omosessuale, si costituisce in giudizio nel procedimento iniziato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e della Difesa, proponendo contestualmente davanti alla corte d’appello civile di Catania appello incidentale, con l’obiettivo di ottenere un risarcimento di 500 mila euro, cinque volte quanto riconosciuto in prima istanza. Il 12 luglio 2007 la quinta sezione civile del Tribunale etneo aveva infatti dato ragione al giovane, condannando i titolari pro tempore dei ministeri della Difesa e dei Trasporti a risarcirlo con 100 mila euro. Ne e’ seguito il ricorso da parte dei ministeri che ha bloccato tutto. Il legale del ragazzo, Giuseppe Lipera, chiede ai giudici di rigettare l’istanza di sospensione dell’efficacia della sentenza di primo grado, in via preliminare di rigettare l’eccezione del difetto di legittimazione passiva del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e nel merito, di rigettare l’appello contro l’impugnata sentenza. Soprattutto, l’avvocato chiede, in accoglimento dell’appello incidentale e in parziale riforma della sentenza di primo grado, di condannare i ministeri al pagamento della somma di 500 mila euro, oltre agli interessi legali dal giorno della domanda al saldo, alla rivalutazione monetaria e alle spese del giudizio. “Il primo giudice - dice Lipera - ha chiaramente statuito, ripercorrendo anche l’excursus della vicenda in via amministrativa, ‘che i comportamenti tenuti dall’amministrazione appaiono in evidente discriminazione sessuale del Giuffrida e in evidente dispregio dei principi costituzionali, immediatamente precettivi’”. Inoltre, “i descritti comportamenti dell’amministrazione - aggiunge il legale citando il giudice - gravemente violano le norme dal momento che non e’affatto vero che il Giuffrida era risultato, all’esito del ricovero presso l’Ospedale militare di Augusta, ‘non in possesso dei requisiti di idoneita’ psicofisica legalmente richiesti per la condotta di automezzi’”. (AGI)

Mrg