CRISI: CIMINO ALLA CISL, GOVERNO LAVORA E NON SERVONO LEZIONI

(AGI) - Palermo, 5 mar. - “Il governo regionale e’ apertissimo al dialogo, ma sia chiaro una volta per tutte, governa da solo. Senza suggeritori e non lasciandosi tirare la giacca da nessuno. Ed e’ venuto il momento di chiarire che nessuno dei soggetti che in questi giorni alza impropriamente la voce, ha le carte in regola per dare lezioni pubbliche”. Lo afferma l’assessore al Bilancio e Finanze, Michele Cimino, rispondendo al segretario regionale della Cisl, Maurizio Bernava. “Vale la pena ricordare -prosegue Cimino- che la scorsa legislatura, dopo una lunghissima stasi amministrativa, si e’ conclusa in maniera traumatica e meno di dieci mesi fa la nuova compagine di governo si e’ assunta pesantissime responsabilita’ di governo, proprio mentre sta prendendo corpo una crisi economica di dimensioni mondiali”. Secondo l’assessore, “le scelte da assumere vanno valutate una per una, con scrupolo e attenzione. Anche perche’ al governo non e’ consentito sbagliare. Non e’ un caso se le iniziative per la stabilizzazione del precariato, che vedono la luce in queste ore, ad esempio, sono state discusse e valutate a lungo. Mentre non c’e’ dubbio sul fatto che la crisi della St sia legata a questioni di economia e finanza internazionali. Un contesto che non si e’ manifestato certo nell’ultimo semestre. E a cui il governo regionale ha provato, comunque, a dare risposte”. Cimino sostiene poi che “non sono frutto degli errori del governo regionale in carica la crisi del settore tessile, di quello delle costruzioni ne’, tantomeno, e’ stata generata in Sicilia la spirale al ribasso che coinvolge il mondo della finanza e gli istituti bancari del mondo intero. In questo contesto il governo regionale -afferma Cimino- non e’ certamente rimasto in contemplazione. Sono stati aperti dei tavoli di consultazione proprio con i sindacati e le parti sociali. Sono state identificate le iniziative da prendere. Si e’ lavorato ai tavoli nazionali per la ricerca delle risorse. E si sta lavorando alla definizione del bilancio e della finanziaria della Regione. A nessuno degli interlocutori istituzionali sfugge la circostanza che, senza la certezza degli stanziamenti da inserire in bilancio, ogni ragionamento e’ destinato a rimanere sulla carta. E solo in queste ore il governo nazionale ha finalmente cominciato a dare delle indicazioni attendibili sulla destinazione dei fondi Fas, che potranno essere quantificati in 4 miliardi di euro, e sulle linee guida dell’intervento nazionale. A cui quello regionale si aggiungera’ in maniera complementare. Chi invoca l’attivismo - conclude l’assessore - della Regione Piemonte o della Regione Marche, fa del populismo insensato. Nessuna delle Regioni citate ha bisogno di attingere ai fondi Fas per determinare il proprio sviluppo. Non a caso i piu’ grandi distretti industriali d’Italia hanno sede proprio in Piemonte o nelle Marche. In Sicilia, invece, occorre la riforma del sistema sanitario regionale. Che oltre ad essere eticamente necessaria, generando risparmi per miliardi, liberera’ enormi risorse da destinare al sostegno dell’economia reale. Per questo motivo su questi temi il governo lavora, incessantemente e in silenzio da mesi: l’obiettivo primario e’ quello di ridare al bilancio regionale un profilo aderente alla realta’ e per farne uno strumento di sviluppo reale. Tutto il resto e’ sterile polemica che non serve alla coesione istituzionale che oggi e’ piu’ che mai necessaria per far fronte comune contro la crisi”. (AGI)

Rap/Mzu