INDUSTRIA: CGIL-CISL-UIL, SCIOPERO GENERALE IL 10 LUGLIO
(AGI) - Cagliari, 18 giu. - Nel giorno dello sciopero e’ previsto un corteo a Cagliari.
In un documento congiunto diffuso dopo la riunione di stamane nella sede della Cisl, i segretari generali Enzo Costa (Cgil), Mario Medde (Cisl) e Francesca Ticca (Uil) ribadiscono la gravita’ della crisi che coinvolge tutti i settori produttivi: dalla chimica alla metallurgia, dall’edilizia all’agricoltura, comprese le aziende di allevamento e trasformazione, dall’artigianato alla piccola impresa, ai servizi.
“L’iniziativa del 10 luglio rappresenta un primo passo verso un’assemblea del popolo sardo che dia sostanza e forza ad una nuova stagione costituente, che riscriva lo statuto speciale e avvii le necessarie riforme istituzionali, e promuova, nel contempo, una nuova fase di crescita economica e di sviluppo per l’intera Isola”, scrivono i segretari confederali, lanciando un appello alla massima partecipazione allo sciopero e al corteo che sfilera’ a Cagliari.
“La razionalizzazione e ristrutturazione delle comunicazioni e dei trasporti sempre piu’ si stanno risolvendo con procedure di mobilita’ e licenziamenti”, ricordano Cgil, Cisl e Uil, rilanciando la richiesta di istituire un tavolo di crisi regionale per le emergenze e di riaprire un tavolo nazionale a Palazzo Chigi su Intesa istituzionale, attuazione dell’accordo sulla chimica, norme sull’energia e continuita’ territoriale anche per le merci. “Ormai da nove mesi i dati della cassa integrazione, ordinaria e speciale, crescono in misura drammatica; le aree industriali del Sulcis, di Ottana e Portotorres sono allo stremo. La poverta’ della nostra regione e’ un dramma che coinvolge oltre 400 mila persone e lo stesso tasso di disoccupazione cresce al 12,9%. Si rende necessario e urgente il rilancio delle politiche sociali e la difesa del reddito familiare e del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni”.
Secondo le segreterie regionali, “la vastita’ e profondita’ della crisi richiede una reazione straordinaria per metodi e contenuti” e per affrontarla occorre “un ampio fronte unitario che, partendo dai luoghi di lavoro, coinvolga le istituzioni locali e la Regione”. (AGI)
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