TRASPORTI LOCALI: CN MUS, UN GIORNO A LAVORO SENZA AUTO

(AGI) - Roma, 22 set. - Il comitato nazionale per la mobilita’ urbana sostenibile (Cn Mus) rilancia la proposta europea di lasciare a casa l’auto almeno un giorno a settimana: e’ quanto ha affermato il vicepresidente della Federmobilita’, Enrico Mingardi in occasione della Settimana europea della mobilita’ urbana sostenibile. In occasione della manifestazione e’ stato posto l’accento sulla necessita’ che questo evento diventi un’occasione per rilanciare il confronto costante sul tema dei trasporti e, a tal fine, in Cn Mus ha inviato un appello al ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, al titolare del dicastero delle Infrastrutture e trasporti, Altero Matteoli e agli enti locali. Il Cn Mus, associazione che raggruppa le maggiori organizzazioni ambientaliste oltre che i sindacati, sponsorizza pienamente la proposta europea di lasciare a casa la macchina il venerdi’ e, inoltre, propone di ripartire dalle agevolazioni per la diffusione a livello nazionale del ‘ticket della mobilita’, un nuovo strumento che se applicato potrebbe offrire grandi benefici alla collettivita’ tutta, alle aziende e ai dipendenti. Si tratterebbe di una sorta di ‘voucher’ (molto simile ai ticket restaurant) che consentirebbe l’acquisto di titoli di viaggio (cioe’ i biglietti) per trasporti collettivi e le aziende, contribuendo alle spese per gli spostamenti dei lavoratori, potrebbero aggiungere ‘benefits’ detassati in busta paga. “Lo strumento - sottolinea Mingardi - puo’ dare molteplici risposte in questo momento di crisi: ai lavoratori permetterebbe di aumentare il potere d’acquisto delle buste paga, alle aziende di dare un benefit esente da tassazione e, alla collettivita’ di avere piu’ mobilita’ sostenibile e meno auto in circolazione”. Sulla stessa linea il segretario confederale della Cisl, Fulvio Giacomassi, tiene a sottolineare come “gli spostamenti casa-lavoro fanno parte, a tutti gli effetti, del rapporto di lavoro. Basti pensare che in caso di incidente il dipendente e’ coperto dall’assicurazione dell’Inail e sono classificati come infortuni in itinere”. I contratti di lavoro - ha aggiunto il sindacalista -, i nazionali come quelli di secondo livello, potrebbero impegnare i datori di lavoro a riconoscere un contributo alle spese sostenute dai lavoratori. In questo caso il ticket o buono trasporto - ha concluso il dirigente sindacale - si presta per le caratteristiche richiamate ad una facile attuazione e rispetto degli impegni contrattuali sottoscritti”. (AGI)

Lda/Roc