SANITA’: ONCOLOGI TOSCANA PER SOSTITUIBILITA’ BIOSIMILARI

(AGI) - Firenze, 30 set. - Il 60% degli oncologi e dei nefrologi della Toscana chiede di decidere sull’eventuale sostituibilita’ dei prodotti biosimilari, copie dei farmaci biotech che stanno arrivando a fine brevetto. Il dato e’ emerso oggi nel corso del workshop ‘Farmaci biosimilari e farmaci biotecnologici’, che si e’ svolto all’azienda ospedaliera Careggi di Firenze, promosso da Fondazione degli oncologi medici italiani (AIOM), Societa’ Italiana di Nefrologia (SIN) e Societa’ Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO). “Bioequivalenti o generici da un lato e biosimilari dall’altro, sono cose ben distinte - ha detto Francesco Di Costanzo, direttore dell’oncologia medica del Careggi -. Per i biosimilari manca una legislazione italiana ‘ad hoc’, che recepisca le linee guida dell’Emea, l’agenzia europea per i medicinali. Nel frattempo, come emerge dal sondaggio AIOM-SIN, gli specialisti oncologi e nefrologi in Toscana rivendicano il loro ruolo di garanti della sicurezza dei cittadini vigilando sull’introduzione di questi prodotti”. “Copiare un biotech non e’ come produrre un ‘generico’ - ha aggiunto Francesco Cognetti, referente dell’oncologia medica dell’Istituto Regina Elena di Roma - ed una sola minima differenza puo’ portare a prodotti molto diversi. Sono quindi necessarie una legge precisa ed una stretta farmacovigilanza per garantire la sicurezza dei pazienti”. (AGI)

Cli/Cab