DECRETO TV: CALABRO’, LASCIA A ESECUTIVO CONTROLLO AUTORIZZAZIONI
(AGI) - Roma, 28 gen. - Cosi’ com’e’ fatto oggi, lo schema di decreto legislativo sulle televisioni e media audiovisivi che recepisce la direttiva comunitaria del dicembre 2007 “non appare corrispondere adeguatamente” alle indicazioni comunitarie in fatto di tutela del pluralismo e della concorrenza. E inoltre “accentua invece ancora di piu’ la bipartizione delle competenze, mantenendo inoltre la materia delle autorizzazioni, con l’unica eccezione di quelle satellitari, sotto il controllo dell’esecutivo”. Lo ha ribadito Corrado Calabro’, presidente dell’Autorita’ garante nelle comunicazioni, nell’audizione di oggi alla Camera davanti alla IX Commissione Trasporti, poste e Telecomunicazioni e alla VII Commissione Cultura, Scienze, Istruzione. Un concetto che Calabro’ gia’ in occasione dell’audizione in Senato aveva manifestato. Il presidente dell’Agcom ha sottolineato oggi che “l’interlocuzione tra il Parlamento e il governo offrira’ modo per una giusta collimazione”. Anche se nonostante questa fiducia, “non posso fare a meno di osservare il recepimento della Direttiva poteva essere l’occasione per ridisegnare un quadro organico della materia televisiva”, occasione che alla luce dei fatti attuali “rischia di essere persa” perche’ appunto lo schema di decreto accentua la bipartizione delle competenze. Calabro’ ha affrontato diversi aspetti, tra cui quello della tutela dei minori, sottolineando la “forte perplessita’” che deriva dalla previsione - all’articolo 9, comma 2 - che affida esclusivamente al comitato di applicazione del Codice Media e Minori il compito di proporre criteri per il sistema di classificazione dei contenuti di accesso condizionato che ciascun fornitore di servizi di media audiovisivi o di servizi ad accesso condizionato sara’ tenuto ad adottare. Calabro’ ha rilevato che invece dovrebbe essere previsto un “ruolo attivo” dell’Agcom sui criteri di classificazione dei contenuti”. (AGI) Vic