SLA: FIGLIO SI VENDE RENE, LO STATO HA ABBANDONATO MIO PADRE

(AGI) - Vercelli, 10 feb. - “Ho deciso di vendermi un rene perche’ ci sentiamo abbandonati dallo Stato italiano e non abbiamo le possibilita’ economiche per permetterci una badante che allevi le nostre sofferenze”. Lo dichiara Andrea Pancallo, di Vercelli, figlio di Domenico che dal 2004 lotta contro la Sla, la sclerosi laterale amiotrofica: “Papa’ si e’ ammalato all’eta’ di 44 anni, ed in poco tempo la malattia lo ha reso incapace di essere autonomo in tutto e per tutto. Oggi e’ completamente immobile, non comunica piu’ neanche con gli occhi, e’ attaccato ad un respiratore e nutrito per via artificiale. Ci siamo trovati da un giorno all’altro catapultati in una realta’ di dolore e di sofferenza che non ci ha risparmiato nemmeno un minuto, e da allora siamo soli”. A raccontare la storia di Andrea e’ l’Associazione Viva la vita Onlus. Andrea ha vent’anni e gia’ dall’eta’ di quindici ha assunto il ruolo di capo famiglia. Ha dovuto rinunciare a tutti i suoi sogni, ha sospeso gli studi dopo aver conseguito la qualifica triennale di operatore elettrico ottenuta con grossi sacrifici: studiando, lavorando e assistendo il padre, il tutto nello stesso tempo. Si alzava alle cinque di mattina per aprire il bar del padre, alle otto correva a scuola e all’una del pomeriggio ancora a lavoro fino alla sera, per poi passare una nottata pressoche’ insonne accanto al padre. “I miei sforzi e il mio lavoro - sottolinea Andrea - non bastano, perche’ la stanchezza e il carico assistenziale che richiede mio padre sta annientando mia madre, ed io questo non lo posso permettere”. Domenico la notte e’ accudito dal figlio, il giorno gli da’ il cambio la madre Maria che ha totalmente rinunciato alla sua vita e non esce piu’ da casa. Le istituzioni locali offrono poco e nulla, solo un’ora al mattino per le pulizie alla persona e tre accessi settimanali di fisioterapia, questi ottenuti dopo feroci lotte con la ASL. Il cambio cannula e peg - manovre ordinarie per un malato nelle condizioni di Domenico che vengono effettuate periodicamente - avvengono in ospedale come in gran parte della Regione Piemonte; operazioni queste che possono essere quasi sempre effettuate a domicilio evitando inutili, costosi e sofferti trasporti in ambulanza. “Mia madre si sta lasciando andare; e’ stanca, non ce la fa piu’ e non posso permettere che la Sla porti via anche lei. - continua Andrea -. Sentirmi dire “Vorrei potermi chiudere a chiave in quella stanza e lasciarmi morire insieme a lui” oppure “Ti prego se muoio prenditi cura di tuo padre”, da figlio mi distrugge il cuore e non posso assolutamente permettere che tutto questo accada, non posso permettere che mia madre a neanche cinquant’anni debba aver paura di andare a dormire perche’ e’ talmente stanca da pensare di non svegliarsi piu’”. (AGI) red