PEDOFILIA: NELLA CHIESA MENO CASI DOPO LE NUOVE NORME DEL 2000

(AGI) - CdV, 10 mar. - Quanto affermato dal portavoce vaticano padre Federico Lombardi, per il quale la Lettera “De delictis gravioribus” del 2001 non puo’ essere citata come causa di una “cultura del silenzio” in quanto e’ stata invece “un segnale determinante per richiamare l’episcopato sulla gravita’ del problema e un impulso concreto per affrontarlo”, trova conferma in uno studio del “John Jay College”, che rileva il “declino notevolissimo” dei casi denunciati a partire dai primi anni 2000. L’opinione pubblica - si fa notare - non se ne e’ accorta perche’ continuano a far notizia i processi in corso e le denunce che riguardano spesso episodi molto antichi, come nel caso di Ratisbona dove gli unici due abusi finora accertati risalgono alla fine degli anni ‘50.

Su questo terreno il Papa tedesco e’ molto severo ed esigente, piu’ del suo predecessore Giovanni Paolo II, tanto che non ha esitato a calare la scure anche su potenti uomini di Chiesa fin qui ritenuti intoccabili, compreso il vescovo John Magee, 73 anni, che in Vaticano era stato era stato segretario privato di tre papi: Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II ed era attualmente a capo della importante diocesi di Cloyne (Irlanda): avrebbe infatti omesso di prendere provvedimenti nei confronti di due sacerdoti della sua diocesi, accusati di violenze sessuali su minori e Benedetto XVI ha gia’ scelto il sostituto, l’arcivescovo Dermot Clifford. Era stato del resto proprio Joseph Ratzinger, da prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, a codificare la linea della “tolleranza zero” in pieno accordo con il vertice dei vescovi americani riunito a Roma da Papa Wojtyla.

Ai vescovi il documento della Congregazione per la Dottrina della Fede “De Delictis Gravioribus che ha stabilito le “linee guida” applicative del motu proprio con cui Giovanni Paolo II rafforzo’ l’ex Sant’Uffizio delegandolo a giudicare in modo esclusivo nella Chiesa, cioe’ non escludendo l’azione dei giudici civili i casi di violenze e molestie, chiede infatti “non solo di contribuire a evitare un crimine cosi’ grave, ma anche di proteggere con le necessarie sanzioni la santita’ del sacerdozio”. (AGI) Siz