OCCUPAZIONE: MANPOWER, IN CALO NEL 2* TRIMESTRE 2010 IN CALABRIA

(AGI) - Catanzaro, 11 mar. - Continua la fase di attesa e limitata predisposizione ad assumere personale da parte dei datori di lavoro delle aziende calabresi. Secondo l’indagine realizzata da Manpower, nel secondo trimestre del 2010 e’ atteso un rallentamento dell’occupazione che, rispetto ai tre mesi precedenti, perde 16 punti percentuali e si attesta su un cupo -20%. Il dato, soggetto ad aggiustamenti sulla base dei fattori stagionali, emerge dalle risposte di un panel statisticamente significativo composto da aziende della regione, alle quali Manpower ha chiesto di indicare le variazioni nella struttura del proprio organico previste tra aprile a giugno. “Pur confermando di aver rilevato un effettivo aumento di ordini e commesse, i datori di lavoro della Calabria - si legge in un comuniacto - dichiarano di voler attendere segni piu’ stabili e duraturi di una reale ripresa del mercato prima di procedere all’ampliamento della propria struttura, preferendo far fronte alle immediate necessita’ con il personale gia’ presente in azienda. Risultato, la previsione di occupazione nella regione registra una contrazione di 16 punti percentuali rispetto ai primi tre mesi del 2010 e di 12 punti rispetto allo stesso periodo del 2009, raggiungendo quota -20%”. Dal confronto tra settori, i datori di lavoro di nove dei dieci comparti presi in esame dall’indagine prevedono segno negativo nella tendenza ad assumere personale nel trimestre a venire. La previsione piu’ forte e l’unica con segno positivo si registra nel settore Ristoranti e Alberghi, dove il dato occupazionale si attesta a +3%, registrando un significativo aumento di 6 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di ben 12 punti rispetto allo stesso periodo del 2009. Le prospettive di assunzione meno favorevoli provengono invece dal comparto Trasporti e Logistica con un dato pari a -21% che subisce una flessione del 13% da un trimestre all’altro, seguito dall’Edilizia (-17%) e dal settore Agricoltura, Caccia, Selvicoltura e Pesca (-14%), mentre il comparto delle Comunicazioni non rileva variazioni significative e rimane sostanzialmente stabile. (AGI) Red