DENISE: MAMMA SCRIVE A CAPI STATO UE, “ALLEANZA PER BIMBI RAPITI”

(AGI) - Trapani, 1 set. - “Molte persone sono convinte che io sia alla ricerca di qualcosa di speciale e straordinario per una bambina, mia figlia, che e’ come tante altre. Infatti la mia bimba e’ speciale per me, che sono sua madre, cosi’ come per voi sono speciali i vostri figli. Che differenza puo’ esistere nel dolore che prova una madre italiana nel perdere un figlio rispetto a quello di una madre che vive in Germania nella stessa situazione? Ma se tutti questi bambini sono speciali per i loro genitori, allora significa che in Europa ci sono migliaia di bambini veramente speciali che hanno bisogno urgente del vostro aiuto. Cio’ che deve nascere e’ la coscienza di muoversi nella stessa direzione, con gli stessi intenti”. Lo scrive Piera Maggio, madre di denise Pipitone, la bimba rapita l’1 settembre di sei anni fa a mazara del Vallo, in una lettera inviata ai capi di stato e di governo dell’Unione europea, nella quale chiede alle autorita’ di costituire una task force internazionale sotto la diretta supervisione dei capi di stato, per le ricerche dei minori scomparsi e l’individuazione di linee guida e iniziative internazionali in collaborazione con i media, in modo da contrapporsi ai rapimenti di bambini. “E’ importante - spiega - che esista una studio approfondito del problema e che si cerchi una soluzione non piu’ localizzata territorialmente o legata all’ambito di indagine e di polizia, ma che si considerino anche altri canali per la diffusione massiva a livello europeo delle immagini dei minori scomparsi e una sistematica azione capillare di ricerca. Se ogni paese europeo (con la piena collaborazione dei media) raccoglie la sfida di cercare anche i bambini degli altri paesi, sono certa che la percentuale di successo nelle ricerche sara’ di molto maggiorata. Immaginate l’Unione europea in grado di considerare come “intoccabili” tutti i bambini, in modo che nessuno possa rapire un bambino in Polonia, perche’ sarebbe cercato in Francia come se fosse un francese, e viceversa”. Conclude Piera Maggio: “In questa giornata triste non ho organizzato manifestazioni a favore di mia figlia, come ho gia’ promosso in passato, ma ho cercato un momento interiore di riflessione. Mai nessuno potra’ farmi desistere dal principio di ricerca della verita’ e della trasparenza che oggi spesso manca nel quadro di indagine. Ho il cuore sofferente per fatti negativi e per aspetti non chiari di tutta la vicenda e sono addolorata per il corso della giustizia. Ma non accettero’ mai che la burocrazia e la mancanza di una strategia di insieme possano col tempo affievolire la fiamma della speranza negli animi delle persone che credono che Denise e’ viva”. (AGI) Mrg