ACCOLTELLA FIDANZATA INCINTA: L’AVEVA SEQUESTRATA PER 6 ORE
(AGI) - Milano, 1 set. - Comincia cosi’ una terribile nottata, con la ragazza ferita sanguinante rinchiusa con il suo aguzzino. Solo alle nove la giovane riesce a liberarsi e a correre in strada dove incontra una conoscete e le chiede di chiamare il 118, e facendole capire a gesti che a ferirla era stato il marocchino. L’uomo vede, capisce cosa succedera’ e si da alla fuga. Da subito la sua intenzione e’ quella di raggiungere la Francia e da li’ tornare in Marocco. Usando i mezzi pubblici e cambiando di continuo le due schede al cellulare si mette in contatto con amici e conoscenti. Chiama la comunita’, chiama il datore di lavoro (un’agenzia per la distribuzione di volantini) annuncia che se ne va, chiede soldi. Ma ormai tutti sanno cio’ che ha fatto e nessuno lo aiuta. La polizia e’ sulle sue tracce, piazza uomini alle stazioni ferroviarie e degli autobus di Milano, una ventina di uomini segue i suoi spostamenti tra il Bergamasco, il Milanese e il Lecchese finche’ ieri sera alle 19 viene intercettata una sua telefonata alla sorella che abita in via Dante a Suisio dandogli un appuntamento. Gli agenti si piazzano intorno alla villetta, vedono il cognato girare intorno per controllare la zona. Finche’ a sorpresa si trovano di fronte il fuggitivo che sbuca a piedi da una strada sterrata e lo bloccano. L’uomo non oppone resistenza e si rifiuta di parlare di cio’ che ha fatto. Ora e’ in carcere con le accuse di tentato omicidio e sequestro di persona. La perizia medica accertera’ se la morte del bambino nel grembo della fidanzata sia stata una diretta conseguenza della violenza. In quel caso si aggiungera’ una nuova accusa. (AGI) Cli/Dma/Cre