(AGI) - Roma, 27 ago. - Anche l’Agricoltura vuole scendere in campo nel settore delle energie rinnovabili. A dirlo e’ il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, intervenuto oggi nel corso della tavola rotonda “Per non restare al verde”, organizzata nell’ambito della manifestazione “Cortina InConTra Estate 2009″. L’investimento nel settore delle energie rinnovabili, secondo l’ultimo rapporto dell’Enea, e’ molto cresciuto negli ultimi anni, fino a raggiungere nel mondo i 160 miliardi di dollari e dare occupazione a quasi 4 milioni di addetti. “Seguendo il ‘green new deal’ lanciato da Obama - ha detto Vecchioni - anche il settore agricolo vuole contribuire sempre piu’ a soddisfare il fabbisogno energetico nazionale e diversificare le fonti energetiche”. Un importante passo operativo su vasta scala in Italia e’ stato fatto da Confagricoltura, creando la prima rete che produce biomasse di origine agricola, con 120 imprese, 600 milioni di investimento e 170 megawatt di potenza installata. “Tutto cio’ che e’ legato alle energie rinnovabili noi lo vediamo come una integrazione di reddito - continua Vecchioni - e una riduzione dei costi per le nostre imprese. Ma non riteniamo questo percorso ne’ risolutivo, ne’ esaustivo in termini di impatto sul clima. La nostra, in proposito, e’ una visione laica ed economica, non ideologica”. “In tutto cio’ - precisa Vecchioni - va definitivamente modificato l’approccio ideologico che considera l’agricoltura non compatibile con la produzione di energia, a discapito di quella alimentare. Le moderne tecnologie, invece, consentono la coesistenza di entrambe le attivita’, senza contare che 350.000 ettari di terreno pubblico inutilizzati stanno per essere restituiti alla comunita’ agricola. Inoltre, a proposito della lotta alle emissioni di CO2 va ricordato che la maggior parte dei boschi italiani e’ privata”. Un altro intervento di rilievo nel contesto dell’agroenergia e’ quello operato da Finbieticola, di cui Federico Vecchioni e’ presidente, con l’obiettivo di riconvertire e valorizzare il settore bieticolo-saccarifero attraverso lo sviluppo di attivita’ imprenditoriali agricole innovative. “Con un investimento di circa 280 milioni di euro nei prossimi tre anni - ha spiegato Vecchioni - il progetto ‘Terrae’ punta a mobilitare partner industriali e finanziari con una leva complessiva di un miliardo e mezzo di euro. Per lo sviluppo delle iniziative nel 2009 sono disponibili 41,3 milioni di euro, cifra che sale a circa 115 milioni di euro per ciascuno dei due anni successivi pari a un volume complessivo di 279,6 milioni di euro nel triennio”. Finbieticola SpA ha firmato il Patto per l’Ambiente con la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il Ministero dell’Ambiente il 7 luglio 2009 congiuntamente ad altre 10 imprese impegnate nei settori dell’energia, all’industria, dei trasporti e dell’agricoltura. L’accordo vuole contribuire, con 12 miliardi di investimento, alla diversificazione delle fonti energetiche e consentire una riduzione delle emissioni di CO2 nel periodo 2009-2013, di circa 2.5 milioni di tonnellate/anno. (AGI)
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